Nina Burleigh è una scrittrice e giornalista americana, che la scorsa Primavera ha deciso di regalarsi un periodo di vacanza all’interno del secondo parco più grande d’Italia, il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. La Burleigh, sceglie come base una casa con vista sul mare di Acciaroli e trascorre cinque giorni, alla scoperta del territorio a sud della costiera amalfitana. Da Castellammare a Padula, passando per il Golfo di Policastro, e attraversando gli Alburni, l’itinerario cilentano della Burleigh, diventa un pittoresco articolo, pubblicato oggi sul New York Times. La giornalista descrive tutto ciò che ha visto e provato durante quei giorni, paragonando il suo viaggio in Cilento alla visione di una pellicola cinematografica. “In Cilento tutto è cinematico, scrive la Burleigh, e ancora da scoprire”.
“La regione meno visitata d’Italia” (come la descrive la Burleigh) colpisce tutti e cinque i sensi della scrittrice; non è solo il sole, il mare, il buon vino o il buon cibo a incantare l’americana, ma a questo si aggiungono, le importanti rovine greche, la natura selvaggia, le curiose leggende medioevali e i santuari religiosi, nell’insieme, la giornalista ha la sensazione di trovarsi su un set cinematografico. Tutto troppo bello, forse, per essere vero.

“Un segreto ben mantenuto” ecco come la Burleigh descrive il Cilento sul New York Times, un tesoro da custodire, lontano dagli sfarzi di Capri e Positano. La Burleigh, come scrive, inizialmente aveva deciso di trascorrere un periodo in Italia, lontano dagli States per “ staccare la spina”, ma conclude che, dopo aver viaggiato e aver assaggiato un po’ di quello che ha da offrire il Cilento, più che staccare la spina, si è riaccesa di emozione e di curiosità per un terra, umile solo all’apparenza. Ricca d’arte, storia, tradizioni e bellezza e proprio come la sua gente, accogliente e mai superba.














