ULTIME NEWS!

venerdì, 1 Maggio, 2026
CronacaAttualitàSALERNO e Provincia

Bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, evasione fiscale: nei guai tre imprenditori del Salernitano

Un’indagine della Polizia giudiziaria coordinata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, ha portato alla disposizione di una misura cautelare personale e reale per diversi reati in materia fallimentare. In particolare, il G.I.P., su richiesta della Procura, ha disposto la misura interdittiva del divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per la durata di un anno nei confronti di un imprenditore salernitano, al quale vengono contestati i reati di auto riciclaggio, di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, oltre che la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Risultano, altresì, indagati per i medesimi reati tributari e fallimentari altri due imprenditori e, nei confronti di una società è stato disposto il sequestro preventivo di saldi attivi di conto corrente e titoli per un importo complessivo di circa 340mila euro.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico — Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno, hanno riguardato, in una prima fase, il fallimento di un’azienda operante nel settore del commercio e distribuzione all’ingrosso di prodotti congelati e surgelati di noti marchi del settore nelle aree di Salerno, costiera amalfitana e agro-nocerino-sarnese.

Secondo la ricostruzione operata dalla Guardia di Finanza ed avallata dal Giudice per le Indagini Preliminari, lo stato di crisi di tale società sarebbe stato causato dal trasferimento del patrimonio immobiliare ed aziendale ad altre persone giuridiche riconducibili sempre agli stessi indagati, facendo venire meno, in tal modo, le garanzie poste a tutela dei creditori.
Gli accertamenti eseguiti anche su quest’ultima società, successivamente dichiarata fallita, hanno fatto emergere, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, l’inattendibilità delle scritture contabili e il mancato deposito di altre, la distrazione di parte dei beni societari e di diversi automezzi. Le stesse condotte sarebbero state poi finalizzate ad impiegare alcuni beni provento di reato in una terza società e a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell’amministrazione finanziaria, a fronte dei debiti tributari maturati dalla società.
Per il momento le indagini sono alla fase preliminare, pertanto nessuna condanna o giudizio definitivo sono stati disposti.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati