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sabato, 2 Maggio, 2026
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Antonio Vassallo scrive al PD: ‘Costituitevi parte civile nel processo per l’omicidio di mio padre

Una lettera carica di amarezza e senso di giustizia, indirizzata alla Segreteria Nazionale del Partito Democratico. A scriverla è Antonio Vassallo, figlio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Acciaroli ucciso il 5 settembre 2010 in un agguato ancora senza colpevoli. Il testo è un appello, ma anche una richiesta di coerenza politica e morale.

“Mio padre,  scrive Antonio, ha rappresentato il vostro partito fino all’ultimo giorno della sua vita, e dopo la sua morte, molte sedi del PD sono state intitolate al suo nome”. Il riferimento è a una lunga storia di legami tra Angelo Vassallo e il centrosinistra, e a quella figura diventata simbolo di legalità e impegno civile.

Nel 2015, Antonio Vassallo aveva già preso posizione contro la candidatura di Franco Alfieri – oggi ai domiciliari e indagato per corruzione e turbativa d’asta – chiedendo al PD di non candidarlo nel Cilento. “Quella richiesta, ricorda, rimase inascoltata. Furono i cittadini a respingerne la candidatura”.

Ora, a pochi giorni dalla prossima udienza del processo sull’omicidio del padre, fissata per il 17 ottobre, Antonio lancia un nuovo appello al partito: «Vi invito a costituirvi parte civile. È un gesto politico e morale che rafforzerebbe la battaglia per ottenere verità e giustizia».

Una richiesta che si accompagna a una domanda esplicita: “Se sceglierete di non costituirvi parte civile, spiegatelo pubblicamente. È un dovere nei confronti della mia famiglia e di tutti quei cittadini che credono nei valori di legalità che mio padre ha incarnato fino alla morte”.

Parole che pongono il Partito Democratico di fronte a una scelta chiara: difendere pubblicamente la memoria di Angelo Vassallo, o spiegare perché ha deciso di non farlo in aula.

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