La Regione Basilicata apre una nuova fase nei rapporti con Eni e Shell. Nel corso del tavolo tecnico permanente con le due compagnie petrolifere, l’assessore allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, ha avanzato la proposta di sospendere temporaneamente una parte dei progetti in corso previsti dal protocollo per lo sviluppo sostenibile. Una decisione che, nelle intenzioni dell’esecutivo regionale, dovrebbe consentire di ricalibrare gli interventi alla luce dei dati aggiornati sugli impatti occupazionali.

Alla riunione erano presenti anche l’assessore all’Ambiente, Laura Mongiello, i direttori generali Michele Busciolano e Giuseppina Lo Vecchio, insieme ai rappresentanti delle compagnie e della Fondazione Mattei. Cupparo ha illustrato le ragioni della proposta: “a tre anni dalla firma dell’accordo – ha detto – è indispensabile acquisire un quadro informativo completo sul numero degli occupati e sull’efficacia dei progetti in termini di ricadute economiche e sociali. Solo così possiamo valutare con precisione quali interventi confermare, rimodulare o sospendere”.
In attesa di questi elementi, l’assessore ha suggerito la sospensione temporanea di alcuni progetti e, contestualmente, la destinazione di tutti i fondi no-oil non ancora impegnati a interventi coordinati direttamente dalla “cabina regionale”, per garantirne “un utilizzo più strategico e coerente con le nuove priorità di sviluppo della Basilicata”.
Pur riconoscendo “il contributo positivo assicurato da Eni sul territorio lucano”, Cupparo ha evidenziato la necessità di una svolta nell’impiego delle risorse derivanti dalle compensazioni ambientali. Obiettivo: orientarle verso progetti in grado di rispondere alle esigenze sociali, produttive e occupazionali dell’intera regione.
“Dobbiamo prepararci da subito alla fase di transizione del dopo-petrolio – ha concluso l’assessore – dotandoci degli strumenti necessari per affrontare le sfide che coinvolgono non solo i territori delle estrazioni, ma tutta la Basilicata. L’aggiornamento della strategia regionale del no-oil va proprio in questa direzione”.














