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mercoledì, 26 Agosto, 2026
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Cilento Selvaggio 2026, la Banca Monte Pruno sostiene la sfida per il futuro delle aree interne

Cilento Selvaggio 2026, in programma dal 4 al 6 settembre a Roscigno Vecchia non è soltanto un festival dedicato alla caccia, alla cinofilia, alla natura e alle tradizioni, ma un progetto che punta a riportare al centro dell’attenzione un luogo simbolico degli Alburni e, con esso, la discussione sul futuro delle aree interne.

In questa prospettiva assume un significato particolare il sostegno della Banca Monte Pruno e della Fondazione Monte Pruno, realtà che hanno scelto di accompagnare l’iniziativa e che, attraverso il presidente Michele Albanese, hanno confermato una linea di attenzione rivolta alle comunità, ai piccoli centri e alle progettualità capaci di trasformare la valorizzazione territoriale in una concreta occasione di sviluppo. Il punto, infatti, non è soltanto sostenere un evento. È riconoscere che anche un borgo lontano dai grandi circuiti può diventare il luogo nel quale si incontrano idee, competenze, istituzioni e persone. Roscigno Vecchia, con la sua storia e la sua particolare identità, offre in questo senso uno scenario che non ha bisogno di essere artificiosamente costruito. Deve piuttosto essere raccontato, vissuto e messo in relazione con ciò che gli sta intorno. Per troppo tempo le aree interne sono state raccontate attraverso ciò che hanno perduto, dalle attività economiche alla popolazione, dai servizi alle prospettive per le nuove generazioni. Cilento Selvaggio prova a rovesciare questa prospettiva e a interrogarsi su ciò che questi territori possono ancora produrre.

Il festival nasce infatti dall’incontro tra mondi differenti, dalla cinofilia all’agricoltura, dalla ricerca scientifica alle associazioni, dalle imprese alle comunità locali. Una pluralità che diventa il tratto distintivo di un progetto costruito con l’obiettivo di mettere in relazione competenze e passioni, trasformando per tre giorni Roscigno Vecchia in uno spazio di confronto e partecipazione. È proprio qui che si inserisce la scelta della Banca Monte Pruno e della Fondazione Monte Pruno. La loro presenza non viene interpretata soltanto come un contributo organizzativo o finanziario, ma come un atto di fiducia verso una parte del territorio che spesso fatica a trovare interlocutori e occasioni di visibilità.

La logica è quella di una banca che non considera la propria funzione esaurita dentro la dimensione finanziaria, ma che riconosce nelle comunità il principale patrimonio da tutelare e accompagnare. Per le aree interne, dove ogni iniziativa capace di generare movimento può produrre effetti che vanno oltre la durata dell’evento, questa scelta assume un peso ancora maggiore. La vera ambizione di Cilento Selvaggio è forse tutta qui. Non limitarsi a portare pubblico, ma fare in modo che chi arriva possa conoscere un territorio e, soprattutto, avere un motivo per tornarci. Una manifestazione di questo tipo può diventare una vetrina per le strutture ricettive, per la ristorazione, per i produttori, per le attività commerciali e per gli operatori che quotidianamente tengono in vita i piccoli centri. Il valore dell’iniziativa, dunque, si misura anche nella capacità di creare connessioni economiche e relazioni che sopravvivano alle tre giornate del festival. “Avere al nostro fianco Banca Monte Pruno e Fondazione Monte Pruno è un segnale che va oltre il sostegno a un singolo evento”, afferma Francesco Palmieri, ideatore di Cilento Selvaggio. Nelle sue parole emerge la filosofia che accompagna il progetto, fondata sulla convinzione che anche dalle aree interne possano nascere iniziative capaci di richiamare visitatori, istituzioni, imprese e appassionati. Palmieri sottolinea inoltre il valore della vicinanza dimostrata dalla Banca e dalla Fondazione alle comunità locali, individuando proprio nel sostegno alle idee nate nei piccoli paesi una delle condizioni necessarie per costruire nuove prospettive.

Il percorso verso il festival entrerà nella sua fase decisiva giovedì 27 agosto, quando l’Auditorium “Michele Albanese” di Roscigno ospiterà alle ore 10 la conferenza stampa ufficiale di presentazione di Cilento Selvaggio. Non è un dettaglio secondario che proprio questo spazio, legato alla Banca Monte Pruno, sia stato scelto per presentare pubblicamente l’iniziativa. È un ulteriore elemento di una collaborazione che si sviluppa intorno a una visione comune del territorio e delle sue possibilità.

Poi saranno le giornate del 4, 5 e 6 settembre a parlare. Roscigno Vecchia diventerà il cuore di un appuntamento nel quale natura, tradizioni, cinofilia, agricoltura e cultura del territorio proveranno a convivere dentro un unico racconto. Il valore di Cilento Selvaggio, in definitiva, non sarà soltanto nelle presenze che riuscirà a richiamare. Sarà nella capacità di dimostrare che un’area interna può ancora essere luogo di iniziativa, di investimento e di futuro.

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