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martedì, 9 Giugno, 2026
Sport

È campana la prima atleta transgender a gareggiare alle Paralimpiadi

Valentina Petrillo, 50enne napoletana trapiantata a Bologna, sarà la prima atleta transgender a gareggiare alle Paralimpiadi che si terranno a Parigi dal 28 agosto all’8 settembre prossimi. L’atleta campana, già vincitrice di due medaglie di bronzo ai Mondiali, è alla sua prima partecipazione olimpica. Petrillo è nata a Napoli il 2 ottobre 1973 ed è affetta dalla Sindrome di Stargardt che la rende ipovedente. Gareggerà nei 200 e nei 400 metri piani.

Valentina Petrillo, nata Fabrizio, è ufficialmente donna dal 2023. Il suo percorso di transizione è iniziato nel 2017 quando ha fatto coming out a sua moglie Elena e suo figlio Lorenzo, di 9 anni e ha avviato le pratiche per la separazione. La sua ex moglie e suo figlio saranno a Parigi a tifare per lei.

“Non mi sento un’eroina -ha dichiarato l’atleta napoletana- sono una persona normalissima. Spero di essere un punto di riferimento per gli sportivi transgender e disabili. Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita”.

La sua storia è raccontata in un documentario intitolato “5 nano moli – Il sogno olimpico di una donna trans”, prodotto dalla Ethnos in collaborazione con l’Associazione Gruppo Trans APS che ha supportato Valentina nel suo percorso di affermazione di genere. I 5 Nano Moli sono la soglia ormonale di testosterone per litro. Bisogna rimanere al di sotto di questa soglia per gareggiare tra le donne. La sua partecipazione alle Paralimpiadi, come c’era da aspettarsi, ha suscitato non poche polemiche. Molte atlete si sono espresse negativamente sulla correttezza del confronto sportivo con Petrillo, in quanto conservando la struttura fisica e biologica maschile, ha capacità atletiche maggiormente prestazionali rispetto alle atlete biologicamente femmine. Nelle polemiche sollevate sul caso Petrillo si è parlato di vera e propria discriminazione nei confronti delle donne. Numerose proteste sono arrivate anche dal mondo dei social.

Noi auguriamo a Valentina Petrillo di portare in Campania una medaglia, magari d’oro.

1 Commento

  1. costa sergio says:

    LA DOONA è DONNA. L’UOMO è UOMO. PUNTO E BASTA

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