Si è svolta una nuova udienza del processo Shamar al tribunale di Lagonegro. Il processo sugli sversamenti illeciti di rifiuti , che vede imputate otto persone tra cui il “Re Mida dei rifiuti” Luigi Cardiello, per i fatti accaduti nel 2019 tra Atena Lucana e Sant’Arsenio è giunto alla fase della requisitoria. Con la conclusione della fase dibattimentale, il pm Vincenzo Montemurro ha formulato le condanne richieste per gli imputati. L’accusa di associazione di stampo mafioso (articolo 416-bis del codice penale) risulta decaduta. Lo ha detto lo stesso procuratore. Gli imputati sono accusati a vario titolo di inquinamento ambientale. Per Luigi Cardiello sono stati chiesti 7 anni di reclusione e 75mila euro di multa, per Gianluigi Cardiello, così come per Pasquale Quagliano chiesti 6 anni di reclusione e 50mila euro di multa, per gli imprenditori Francesco Pinto e Raffaele Pinto chiesti 4 anni e 100mila euro di multa e per quanto riguarda la infine per Simone Nisi e Vincenzo Langone il pm ha chiesto 2 anni di reclusione e rispettivamente 25mila euro di multa. Richiesta l’assoluzione per Giovanni Cardiello.

Le parti civili (Atena Lucana, Sant’Arsenio e Legambiente), rappresentate dagli avvocati Camillo Celebrano e Teresa Lopardo, hanno depositato le memorie conclusionali e si sono associati alle richieste di condanna formulate dal pubblico ministero.
La prossima udienza nel Tribunale di Lagonegro è fissata per il cinque di dicembre durante la quale si ascolteranno le dichiarazioni dei difensori.














