Una notizia delle ultime ore pone fine al sogno della realizzazione della bretella autostradale Agropoli-Eboli che avrebbe collegato strategicamente l’area del Cilento e che, secondo l’idea di progetto iniziale, avrebbe aiutato nella decongestione il traffico della SS18. Il “No” o meglio il definanziamento arriva dal CIPESS: il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile ha deciso, quindi, di definanziare i progetti legati ai fondi PNRR che hanno accumulato un ritardo eccessivo e «non hanno raggiunto gli impegni di spesa giuridicamente vincolanti». Le priorità per il Ministero delle Infrastrutture sono altre così come dichiarato dal sottosegretario Mario Ferrante: “Oggi la priorità del MIT è potenziare la viabilità esistente. Investire su un’opera da un milione di euro potrebbe essere controproducente”. Anche il presidente del Parco del Cilento, Giuseppe Coccorullo, non si è pronunciato a favore del progetto ed ha indicato come prioritario l’intervento sulla strada del Parco tra Vallo della Lucania e il Vallo di Diano. A sostenere il progetto erano stati, invece, il presidente regionale della commissione trasporti, Luca Cascone ed il presidente della Provincia, Franco Alfieri per i quali era una priorità e ancora più lo sarebbe stata con l’apertura dell’aeroporto Salerno – Costa d’Amalfi. “La realizzazione di questa infrastruttura è l’accessibilità con il mondo -aveva ribadito Alfieri – l’aeroporto e la bretella daranno la possibilità per i territori a sud della provincia salernitana di uscire da questa fragilità socio economica devastante”. Se il Presidente della Commissione regionale Aree interne, Michele Cammarano, ha accolto positivamente la notizia, dichiarando che “Le aree interne hanno bisogno di infrastrutture che rispondano ai loro bisogni specifici, non di progetti dall’impatto devastante” , rimarcando la necessità di “implementare il sistema ferroviario, ancora troppo carente, e investire sulle arterie esistenti”; dall’altro canto Aurelio Tommasetti, consigliere regionale della Campania della Lega, ha espresso la sua preoccupazione sullo stato di salute della gestione politica di queste opere, commentando così “Le grandi opere rimaste al palo ormai non si contano più ma in questo caso va ulteriormente rimarcato l’immobilismo istituzionale che non favorisce certo lo sviluppo del territorio. Una situazione resa ancor più grave dall’incombere dell’inchiesta che ha paralizzato in un colpo solo la Provincia di Salerno e il Comune di Capaccio Paestum. Se la politica non decide di darsi una regolata e assumere decisioni trasparenti, le cose per i cittadini possono solo peggiorare”.















