Sono passati quasi sette anni dal ritrovamento dello scomparso di Petina, ovvero l’uomo di circa 30 anni trovato cadavere ai piedi della montagna dei “Figlioleddi” da un bikers. Da allora, grazie all’interesse del sindaco di Petina, Mimmo d’Amato, e dei carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, soprattutto con l’interesse del capitano del Nucleo operativo Martino Galgano, qualche elemento per ricostruire la sua identità è stato ritrovato. Tuttavia manca il passo decisivo, che apparirebbe anche “semplice”, da parte della Procura di Lagonegro. Una pista sull’identità dell’uomo, morto per la caduta di circa 40 metri e trovato senza documenti e cellulare, è stata intrapresa grazie al ritrovamento a circa un chilometro di distanza, sempre nei boschi, di un’auto abbandonata. La vettura, priva di documenti, è stata ispezionata e i carabinieri grazie a un codice sul telaio hanno capito che il veicolo arrivava da Angers, in Francia. Non solo. E’ stata addirittura ritrovata la famiglia collegabile a quell’auto e in quella famiglia un uomo si è allontanato, volontariamente, poco prima del ritrovamento dello sconosciuto di Petina. La redazione di Italia2 ha contattato la famiglia e ha confermato l’allontanamento del giovane. Manca quindi un passo per capire se lo Sconosciuto di Petina e lo scomparso di Angers siano la stessa persona, manca la comparazione del Dna. La Procura di Lagonegro dovrebbe chiedere in rogatoria il prelevamento del Dna alla famiglia francese e compararlo con quello dello Sconosciuto. Da anni si attende questo “passo” burocratico ma per ora dalla Procura di Lagonegro non sembra ci sia stata la richiesta. E così lo Sconosciuto di Petina è diventato il Dimenticato di Petina. Purtroppo.














