La CISL FP di Salerno torna a sollevare una problematica che da tempo affligge il P.O. Umberto I di Nocera Inferiore, portando alla luce le gravi criticità legate ai ricoveri in barella. La denuncia riguarda diverse Unità Operative (U.O.) del presidio, tra cui Nefrologia, Gastroenterologia, Medicina, Neurologia, Chirurgia, Urologia e Ortopedia.
Secondo il sindacato, questa prassi, ormai divenuta routinaria, sta generando notevoli rischi per la sicurezza dei pazienti, con conseguenti problematiche relative alla privacy e alla sicurezza. Ma non solo: gli operatori sanitari sono costretti a gestire una situazione che comporta stress da lavoro-correlato, riducendo la qualità del servizio e aumentando il rischio professionale, in particolare per il pericolo di cadute dei pazienti.

Inoltre, i rappresentanti sindacali sottolineano come la situazione stia diventando sempre più insostenibile, tanto che ormai è considerata una vera e propria emergenza. La criticità non solo persiste, ma è ormai cronica, nonostante i numerosi segnali di allarme lanciati in passato. L’assistenza sanitaria sta subendo una drastica riduzione della qualità, tanto da compromettere il benessere sia dei pazienti che degli stessi operatori.
In considerazione di quanto esposto, la CISL FP chiede un intervento urgente da parte della Direzione Medica di Presidio e della Direzione Strategica, con l’obiettivo di garantire una qualità dell’assistenza adeguata e di tutelare la serenità degli operatori sanitari.
Qualora la situazione non dovesse essere affrontata, il sindacato ha fatto sapere che si riserva il diritto di attivare tutte le prerogative sindacali necessarie per tutelare sia i lavoratori che i pazienti.
Il Segretario Aziendale Vincenzo Ferrara, il Coordinatore Area Centro Nord Andrea Pastore, e il Segretario Provinciale Alfonso Della Porta concludono il comunicato invitando le autorità competenti ad intervenire tempestivamente per risolvere una questione che, giorno dopo giorno, continua a danneggiare l’efficienza e l’efficacia del servizio sanitario.















chiedere alla direzione di presidio o alla DG di rimediare è come il vitello che chieda clemenza al macellaio: si parte dall’assurda gestione del pronto soccorso da parte di una ir”responsabile” il cui obiettivo non è il rapido inquadramento del paziente ma la rapida ospedalizzazione che avviene a tutti i costi e molto spesso nel reparto meno idoneo alle cure del caso; alle sue continue lamentele poste ai vertici aziendali e relative alle “resistenze” dei reparti al ricovero spesso inappropriato, i vertici del presidio e aziendali rispondono con la totale acquiescenza decretando che “non c’è limite al ricovero in barella” e, oltretutto, nessuno dei suddetti vertici aziendali ha il coraggio di metterlo per iscritto ma, semplicemente, “passano la voce” ai direttori di reparto che si “appecoronano” al potere e trasmettono queste assurde direttive ai sottoposti … tutti i soggetti su elencati saranno poi sempre pronti a negare di aver mai dato tali input quando chiamati a risponderne! insomma è una accozzaglia di camorristi incapaci che andrebbero solo sollevati dagli incarichi che il solito politicante del cazzo gli ha dato in cambio di qualcosa ……. finchè non manderete nelle direzioni generali, amministrative e sanitarie gente degna, competente, coraggiosa, onesta ……. non cambierà mai nulla e non mi meraviglierebbe affatto se adesso venissero presi provvedimenti disciplinari verso il povero medico che ha dovuto procedere ai ricoveri in barella …….