La splendida medaglia di bronzo conquistata da Terryana D’Onofrio ai Mondiali di Karate 2025 del Cairo assume un valore che trascende la dimensione sportiva. È un risultato che, come sottolinea l’assessore Francesco Cupparo, rappresenta “un duplice motivo d’orgoglio per l’intera comunità regionale e per un’Italia che, con tre podi in dodici categorie, ribadisce la propria centralità nello scacchiere mondiale del karate”. Parole che riflettono il crescente prestigio del kata femminile italiano, settore d’eccellenza che continua a imporsi con continuità e personalità.

A ventisette anni, la karateka lucana si conferma colonna portante del movimento azzurro, riaffermando al Cairo il bronzo ottenuto nel 2023. Un risultato che testimonia non solo la sua maturità agonistica, ma anche la capacità di esprimere un karate di altissimo profilo tecnico e mentale. La finale per il terzo posto ha proposto un duello di altissima qualità, D’Onofrio contro la statunitense Sakura Kokumai, figura di spicco del panorama mondiale, già medagliata iridata e numero quattro del ranking internazionale.
Entrambe hanno scelto Suparinpei, uno dei kata più complessi e stratificati, dove ogni accelerazione, ogni sospensione, ogni passaggio respiratorio diventa parte integrante di una narrazione marziale. Il confronto, serratissimo, si è deciso su margini minimi, 42.4 a 42.1, un verdetto che ha premiato la precisione, la profondità interpretativa e la stabilità emotiva dell’azzurra. Un epilogo che suggella una stagione impeccabile, aperta con l’oro europeo conquistato a Yerevan.
Il percorso che ha condotto D’Onofrio al podio mondiale è stato uno dei più ardui del torneo, costellato dalle vittorie su rappresentanti di Repubblica Ceca, Singapore, Canada, Francia e Portogallo. La sua corsa si è arrestata soltanto in semifinale di fronte alla straordinaria giapponese Ono Maho, ulteriore prova della competitività del livello tecnico raggiunto.
Ma il bronzo del Cairo non è solo una vittoria individuale, è la conferma della solidità strutturale del kata italiano, un movimento che negli ultimi anni ha visto emergere atlete capaci di garantire continuità di rendimento e qualità assoluta. D’Onofrio si inserisce così nella linea ideale che unisce campionesse come Viviana Bottaro, Michela Pezzetti e Roberta Sodero, diventandone una naturale erede. Il suo successo chiude un Mondiale brillante per l’Italia, completato dall’oro di Matteo Avanzini e dall’argento di Alessio Ghinami. Tre medaglie che collocano il karate azzurro al secondo posto mondiale, al pari di Giappone, Iran e Turchia, alle spalle soltanto dell’Egitto.














