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venerdì, 19 Giugno, 2026
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Altro fine settimana da incubo al semaforo di Caselle in Pittari. I movieri solo a luglio e agosto

 “Un inferno”, “Sono anni che è così e non cambia nulla”, “Boicottiamo il basso Cilento, andremo a Scalea”. Sono alcuni dei commenti degli automobilisti che ancora una volta si sono trovati in fila al famigerato semaforo di Caselle in Pittari lungo la Bussentina. Una vera e propria croce per i viaggiatori, i turisti e i pendolari verso il Basso Cilento. Negli ultimi fine settimana si sono registrate file chilometriche con l’aggiunta anche di incidenti sia nei pressi del semaforo – dove si sono registrati diversi tamponamenti – sia lungo tutta la Bussentina. Ultimo in ordine di tempo uno scontro ieri pomeriggio nei pressi dello svincolo per Morigerati. I disagi al semaforo di Caselle sono arci noti. Anas già a Pasquetta aveva annunciato che per garantire l’adozione di misure volte a fluidificare la circolazione stradale lungo la SS517VAR “Bussentina” in corrispondenza del cantiere per i lavori sul viadotto ‘”Santo Lia II” avrebbe introdotto dei movieri. Ovvero presidi di personale su strada addetti al pilotaggio del traffico, in occasione delle festività “secondo un calendario dei giorni interessati, secondo le previsioni, dai maggiori spostamenti”. Non sempre, però tale azione è presente e non sempre è risolutiva. Sarebbe dovuta essere usata in tutti i fine settimana estivi, a partire dal mese di luglio, dimenticando giugno che pur vede un lungo appeal turistico. Ieri, ad esempio, non sempre è stato così e in fila si è stati per decine e decine di minuti per l’esasperazione degli automobilisti. Il problema si è riscontrato al mattino in direzione sud e al pomeriggio in quella opposta. Nel comunicato di Pasquetta Anas aveva anche annunciato un incontro con il territorio per comprendere il da farsi soprattutto per l’adozione di percorsi alternativi consigliati per la circolazione di lunga percorrenza, con particolare riguardo ai mezzi pesanti. Anche se nulla o quasi è stato fatto, considerando ciò che sta continuando ad avvenire praticamente in ogni fine settimana. “Le attività di manutenzione sul ponte, il cui cronoprogramma è stato condizionato da imprevisti di natura tecnica emersi in corso d’opera ed all’attualità superati, si concluderanno entro l’anno 2026”, hanno riferito da Anas. E sarà la fine dell’inferno. Si spera.

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