Una sorpresa inattesa ha impreziosito la prima serata de La Notte degli Osti, la manifestazione che ogni anno richiama nel centro di Eboli appassionati di enogastronomia, cultura e musica. Tra i commensali riuniti per le tradizionali cene diffuse nel cuore antico della città è comparso Dario Brunori, protagonista di un’esibizione informale che ha trasformato la serata in un momento destinato a restare nella memoria del pubblico. Chitarra alla mano, il cantautore calabrese ha eseguito alcuni dei brani più conosciuti del proprio repertorio, accompagnato dal quartetto formato da Peppe Plaitano al clarinetto, Nicola Cordisco e Domenico Basile alle chitarre e Domenico Andria al contrabbasso. Un mini concerto nato all’insegna della spontaneità, accolto con entusiasmo dalle oltre cinquecento persone che hanno preso parte alle cene organizzate tra vicoli, corti e piazze del borgo antico. La presenza di Brunori è legata anche al progetto vitivinicolo “Le Quattro Volte”, tra le aziende protagoniste dell’edizione 2026 della manifestazione. La cantina, fondata a San Marco Argentano insieme a Daniela De Marco, Giampiero Ventura ed Emilio Di Cianni, rappresenta una delle esperienze emergenti della nuova viticoltura calabrese, puntando sulla valorizzazione di vitigni autoctoni e su una produzione rispettosa dell’ambiente. La Notte degli Osti prosegue oggi con il secondo appuntamento dell’edizione dedicata al tema “Quel che resta di un mondo”. A partire dalle 20 il Chiostro del Museo Nazionale di Eboli ospiterà il Mercatino dei vini artigianali, accompagnato da una proposta di street food che metterà al centro le eccellenze del territorio. Il programma culminerà alle 22 in Piazza San Francesco con il concerto della Piccola Orchestra Avion Travel. La formazione campana porterà sul palco il proprio repertorio sospeso tra canzone d’autore, jazz e contaminazioni sonore, chiudendo una giornata che si annuncia tra le più attese della manifestazione. “Lo spirito dell’osteria continua a vivere e a guidare il nostro percorso», afferma il direttore artistico Giovanni Sparano. «In un tempo segnato da nuove forme di individualismo, resta fondamentale difendere quei luoghi in cui si costruiscono relazioni, si condividono racconti e si alimenta il senso di comunità”.















