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mercoledì, 8 Luglio, 2026
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Maxi operazione contro la pedopornografia on line: un arresto a Potenza

C’è anche un uomo residente in provincia di Potenza tra le sette persone arrestate nell’ambito della vasta operazione della Polizia di Stato contro lo sfruttamento sessuale di minori online, coordinata dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Catania in raccordo con il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO). L’indagato è accusato, insieme agli altri arrestati, di detenzione e divulgazione di ingenti quantitativi di materiale pedopornografico.

L’operazione rientra in un’inchiesta della Procura distrettuale di Catania che coinvolge complessivamente trenta persone. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati numerosi dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file illegali. Oltre cento operatori della Polizia Postale sono stati impegnati nell’esecuzione di perquisizioni personali e informatiche in diverse regioni italiane.

Le indagini, condotte anche sotto copertura, hanno consentito di individuare diversi gruppi dediti allo scambio di immagini e video di pornografia minorile, compresi contenuti che ritraevano bambini abusati in età infantile. Secondo la Procura di Catania, l’identificazione degli utenti coinvolti ha richiesto un lungo e articolato lavoro investigativo, supportato da approfondimenti tecnici e dall’acquisizione di dati dall’estero disposta dall’autorità giudiziaria.

Cinque degli arrestati risiedono in provincia di Catania, mentre gli altri due sono residenti nelle province di Frosinone e Potenza.

L’inchiesta coinvolge persone residenti in 17 città italiane. Le perquisizioni sono state eseguite a Bari, Bolzano, Brescia, Catania, Caserta, Catanzaro, Enna, Frosinone, Lodi, Milano, Nuoro, Pescara, Potenza, Rimini, Torino, Venezia e Verona.

Gli indagati, tutti uomini di età compresa tra i 19 e i 59 anni, appartengono a diverse categorie sociali e professionali, tra cui studenti, disoccupati, impiegati, professionisti e operai.

Il materiale informatico sequestrato è ora al vaglio degli investigatori per consolidare il quadro indiziario, individuare eventuali ulteriori responsabili e identificare le vittime ritratte nei contenuti illeciti.

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