Il Punto Nascita dell’ospedale “Immacolata” di Sapri va verso la chiusura definitiva. A confermarlo è la sentenza del TAR Campania, depositata il 21 settembre, che ha respinto i ricorsi presentati da diversi Comuni del territorio contro la decisione della Regione Campania.

Al centro della pronuncia ci sono anche i numeri dell’attività: gli standard nazionali indicano in 500 parti annui il riferimento per un Punto Nascita, mentre a Sapri i parti sono stati 188.
Per il TAR, un volume così contenuto non garantirebbe una sufficiente continuità dell’esperienza necessaria nella gestione delle emergenze ostetriche.
I Comuni avevano evidenziato soprattutto le difficoltà legate alla posizione geografica del territorio e ai tempi di collegamento con gli altri ospedali, in particolare Vallo della Lucania. Argomentazioni che, secondo i giudici, non sono state sufficienti a giustificare una deroga.
La sentenza prevede inoltre che a Sapri venga garantita una guardia ginecologica e ostetrica attiva 24 ore su 24, mentre per le situazioni che lo richiedono sarà necessario il trasferimento verso strutture adeguate.
La decisione del TAR non chiude però la mobilitazione sul territorio.
Il presidente del Comitato di Lotta in difesa dell’ospedale, Luciano De Geronimo, parla di una responsabilità che ora deve essere assunta dalla politica regionale. Il Comitato contesta in particolare il mancato utilizzo di una proposta tecnica regionale che, secondo quanto riferito da De Geronimo, avrebbe consentito di superare i rigidi parametri numerici attraverso una riorganizzazione della rete dei Punti Nascita.
“È tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità”, ha dichiarato De Geronimo, annunciando una nuova iniziativa insieme ai sindaci del Distretto 71.
Il Comitato chiede alla Regione una decisione politica concreta e annuncia che continuerà la mobilitazione per difendere il Punto Nascita e l’operatività dell’ospedale di Sapri.
Intanto, la partita passa alla Regione Campania, all’ASL Salerno e agli enti locali, chiamati a definire tempi e modalità della riorganizzazione.
Resta da capire come saranno organizzati i trasferimenti e quali garanzie verranno assicurate alle future mamme del Golfo di Policastro.
Il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì 23 settembre alle ore 18, nell’Aula consiliare di Sapri, dove il Comitato di Lotta ha convocato un’assemblea pubblica sulla vicenda.














