Il centro storico di Salerno è stato teatro di un grave episodio di violenza armata nel pomeriggio di ieri. Poco dopo le 16, in via Dogana Vecchia e via Vecchio Municipio, otto colpi di pistola hanno infranto la quiete, seminando il panico tra residenti e passanti. Due cittadini tunisini, fratelli e titolari di un ristorante etnico nella zona di Santa Lucia, sono rimasti feriti: uno alle gambe da colpi d’arma da fuoco, l’altro alla testa ma non da proiettile. Entrambi sono ricoverati all’ospedale Ruggi, fuori pericolo ma sotto sorveglianza.

Alla base della sparatoria ci sarebbe una rissa avvenuta poche ore prima tra uno dei tre italiani arrestati e uno dei fratelli tunisini, probabilmente per vecchi dissapori. La lite si era trasformata in uno scontro fisico, in cui era stato utilizzato anche un bastone. L’italiano, rimasto ferito, avrebbe deciso di vendicarsi, tornando sul posto con due complici e armato di pistola.
Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Salerno guidati dal maggiore Antonio Corvino, sono partite immediatamente. Grazie alle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, l’identificazione dei responsabili è stata quasi istantanea. I tre, messi alle strette dalle perquisizioni, si sono presentati in caserma insieme ai loro legali, dove sono stati posti in stato di fermo con l’accusa di duplice tentato omicidio.
L’episodio ha riportato l’attenzione sulla convivenza difficile tra diverse comunità nella zona antica della città. Il prefetto Francesco Esposito ha convocato una riunione d’emergenza con il questore e i vertici delle forze dell’ordine. In seguito, è stato deciso un ulteriore potenziamento dei controlli, pur sottolineando che la zona era già presidiata al momento dei fatti.













