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sabato, 13 Giugno, 2026
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Grotte di Pertosa-Auletta: al via una nuova campagna di scavi archeologici

Prenderà il via alla fine di gennaio 2026 una nuova e significativa campagna di scavi archeologici nelle Grotte di Pertosa-Auletta, uno dei complessi carsici più importanti d’Europa. L’intervento fa seguito alle rilevanti scoperte emerse nel corso delle indagini condotte nel novembre 2025, che hanno ulteriormente confermato l’eccezionale valore storico e archeologico del sito.

Le ricerche si concentreranno lungo l’alveo del fiume sotterraneo che attraversa la cavità e riemerge all’esterno per poi confluire nel fiume Tanagro. Le operazioni di scavo saranno rese possibili dallo svuotamento temporaneo di un bacino idrico artificiale situato in prossimità dell’ingresso della grotta, una condizione straordinaria che consentirà agli archeologi di lavorare in un ambiente solitamente sommerso.

Obiettivo della nuova campagna è proseguire l’esplorazione del deposito archeologico collocato a circa 40 metri dall’imbocco della cavità, un’area che conserva preziose testimonianze di differenti fasi di frequentazione umana. I dati raccolti finora indicano una continuità di presenza che va dall’età del Bronzo medio-finale fino all’epoca ellenistico-romana.

Particolare rilievo riveste l’area interessata dagli scavi, che concentra il maggior numero di palificazioni verticali riconducibili alla palafitta protostorica, scoperta già alla fine dell’Ottocento. Questo insediamento rappresenta, allo stato attuale delle conoscenze, un unicum a livello europeo: un raro esempio di abitato palafitticolo in ambiente sotterraneo, che testimonia l’elevata capacità delle comunità protostoriche di bonificare e abitare un’area umida soggetta a periodiche inondazioni.

Accanto alle strutture palafitticole, le indagini stanno interessando anche evidenze riferibili all’età ellenistico-romana, probabilmente collegate a pratiche cultuali legate alle divinità venerate all’interno della grotta e al carattere sacro attribuito alle acque sotterranee.

La campagna di scavo si svolge in regime di concessione ministeriale ed è affidata dal Ministero della Cultura alla Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente per il triennio 2025–2027, in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Al progetto scientifico collaborano il Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici” e l’Istituto Centrale per l’Archeologia del Ministero della Cultura. Le indagini beneficiano inoltre del sostegno economico e tecnico del Gruppo IREN, gestore degli impianti idroelettrici situati a valle delle grotte.

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