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domenica, 19 Aprile, 2026
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Prodotti agroalimentari tradizioni: 15 nuovi riconoscimenti in Basilicata

La Basilicata arricchisce il proprio patrimonio agroalimentare con 15 nuovi prodotti inseriti nell’aggiornamento 2026 dell’Elenco nazionale dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat), disposto con decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, firmato dal ministro Francesco Lollobrigida.

Un risultato che, secondo l’assessore regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala, va oltre il semplice riconoscimento formale.

«Quando un prodotto tradizionale viene riconosciuto a livello nazionale, non è solo una soddisfazione per chi lo produce: è un valore che si consolida per tutta la Basilicata, perché significa identità, lavoro, comunità e prospettiva per le nostre aree interne», dichiara Cicala.

Le nuove iscrizioni riguardano specialità della panetteria, della pasticceria e della gastronomia, oltre a produzioni vegetali tipiche, espressione autentica di saperi tramandati di generazione in generazione. Tra i prodotti inseriti figurano: la Bontà del convento di Laurenzana; i Ràschatiellë di Sant’Arcangelo; i Rascatielli pa sauza verd di Missanello; i Ràskatìellë dè mèschiglië di Chiaromonte; i Maccheroni a cannicella di Sant’Arcangelo; le Pastatelle di castagna di Calvello; il Biancomangiare di Avigliano; il Raffiuolo (o raffiuole o graffiuolë) di Avigliano; le Mandorle atturrate di Avigliano; la Paparotta rè mustë; il Tarallo dell’Immacolata; U Ficalidd di Matera; il Pane dell’Immacolata; il Baccalà con peperoni cruschi e ricotta secca di Avigliano; la Cialledda; Lu filètt’ r’ Calvìedd’ di Calvello; la Castagna del Sagittario – Marrone (Castanea sativa) di Chiaromonte.

«Ringrazio il ministro Francesco Lollobrigida – prosegue l’assessore – per l’attenzione costante verso le identità territoriali e per un lavoro che restituisce centralità alle produzioni tradizionali come parte integrante della sovranità alimentare nazionale. Il riconoscimento dei Pat non è un atto formale, ma un passaggio concreto che rafforza le filiere locali e offre nuove opportunità di promozione».

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Dietro ogni prodotto, sottolinea Cicala, c’è una comunità che custodisce memoria e competenze. «È fondamentale il ruolo delle amministrazioni comunali e dei sindaci che, con impegno e continuità, mantengono viva la tradizione, sostengono le iniziative locali e accompagnano i percorsi di valorizzazione. La tutela dell’identità gastronomica è una responsabilità condivisa».

L’aggiornamento dell’elenco nazionale dei Pat rappresenta così un ulteriore tassello nella strategia regionale di valorizzazione delle filiere, della biodiversità agricola e delle produzioni identitarie.

«La tradizione – conclude Cicala – non è nostalgia. È una leva di sviluppo, soprattutto per i piccoli centri e le aree interne. Continueremo a lavorare perché le nostre eccellenze siano riconosciute, tutelate e trasformate in opportunità concrete per il territorio».

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