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venerdì, 17 Aprile, 2026
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Palermo ricorda Joe Petrosino: tre giorni di eventi nel segno della legalità

Tra Palermo e alcuni centri della sua provincia si rinnova il ricordo di una delle figure più emblematiche della lotta alla criminalità organizzata tra Italia e Stati Uniti, Joe Petrosino, investigatore italoamericano assassinato dalla mafia il 12 marzo 1909. A distanza di 117 anni da quell’agguato, tre giornate di iniziative – dall’11 al 13 marzo – per riportare al centro dell’attenzione la sua storia e il valore della sua eredità civile.

Le commemorazioni sono promosse con il contributo dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino. Il programma prevede istituzioni, studenti e cittadini in momenti di riflessione, incontri pubblici e appuntamenti culturali dedicati a una figura che segnò una svolta nelle strategie investigative contro la criminalità organizzata.

Il primo appuntamento ieri a Bagheria. Alle ore 10, nell’aula magna del liceo classico “Francesco Scaduto”, un incontro rivolto agli studenti per ripercorrere la vicenda umana e professionale di Petrosino, con particolare attenzione al suo ruolo pionieristico nella repressione delle organizzazioni criminali tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Nel pomeriggio il ricordo si è spostarl a Palermo. Alle 17, nella Basilica della Santissima Trinità del Cancelliere – alla Magione – è stara celebrata una messa in suffragio dell’investigatore, un momento di raccoglimento che precederà le commemorazioni ufficiali del giorno successivo.

Oggi, nel giorno esatto dell’anniversario dell’assassinio, le celebrazioni entreranno nel vivo nel luogo simbolo della vicenda, piazza Marina, a Palermo. Alle 10.30 autorità civili e militari prenderanno parte alla cerimonia istituzionale nel punto in cui Petrosino venne colpito a morte.

La giornata proseguirà nel tardo pomeriggio. Alle 18, nei locali dell’VIII circoscrizione in via Fileti 19, verrà inaugurata la sede palermitana dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino ETS, destinata a diventare un punto di riferimento per attività culturali e iniziative di memoria dedicate alla figura dell’investigatore.

Il ciclo di appuntamenti si concluderà venerdì 13 marzo a Palazzo Adriano. Alle 10.30, nel municipio del comune, studiosi e rappresentanti istituzionali parteciperanno a una giornata di approfondimento dedicata alla storia e all’eredità professionale di Petrosino, analizzando il contesto storico in cui operò e l’impatto delle sue indagini.

La vicenda di Joe Petrosino è indissolubilmente legata alla storia dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti. Nato a Padula, emigrò con la famiglia a New York nel 1873, crescendo nel quartiere di Little Italy. Dopo aver svolto lavori umili – tra cui venditore di giornali e lustrascarpe – riuscì a costruirsi una carriera nelle forze dell’ordine.

Nel 1883 entrò nel Dipartimento di polizia di New York, diventando uno dei primi agenti di origine italiana. La conoscenza della lingua e dei dialetti del suo Paese d’origine gli permise di muoversi con efficacia all’interno delle comunità di immigrati, dove spesso la polizia americana incontrava grandi difficoltà operative.

Con il tempo Petrosino divenne investigatore e fu promosso tenente. Guidò una squadra composta da agenti italoamericani incaricati di contrastare le attività della cosiddetta “Mano Nera”, un sistema criminale basato su estorsioni e intimidazioni che colpiva soprattutto gli stessi emigrati italiani.

Nel 1909 Petrosino arrivò a Palermo con un incarico delicato: raccogliere informazioni sui precedenti penali di alcuni criminali italiani emigrati negli Stati Uniti, così da favorirne l’espulsione dal Paese. Una missione riservata che lo riportò nella terra d’origine.

La sera del 12 marzo, mentre si trovava in piazza Marina, venne raggiunto da quattro colpi di pistola. L’omicidio, attribuito alla mafia, ebbe una risonanza enorme sia negli Stati Uniti sia in Italia e divenne uno dei primi simboli della dimensione internazionale della lotta alle organizzazioni criminali.

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