
La possibile realizzazione delle dighe a Montesano sulla Marcellana e Casalbuono, le cui alternative progettuali sono state realizzate dal Consorzio di Bonifica Vallo di Diano e Tanagro, desta non poche perplessità ad alcuni cittadini di Montesano sulla Marcellana, perplessità espresse sulla pagina Facebook di “Montesano Progettoambiente“, il cui portavoce, Pasquale Michele Maggio, ne ha parlato ai nostri microfoni.
L’esigenza di aprire una pagina dedicata spiega Maggio deriva dal fatto che “le dighe sono opere complesse e ad impatto notevole […], più siamo andati avanti con la ricerca della documentazione più ci siamo resi conto che la scelta è errata per varie ragioni, prima fra tutte la presenza di frane e quindi la presenza di problematiche geologiche connesse al sito stesso“.

Secondo il dossier finale pubblicato lo scorso settembre e visibile sul sito del Consorzio di Bonifica insieme a tutta la documentazione relativa al progetto, l’alternativa progettuale che dovrebbe essere realizzata sarebbe la numero 3, quindi una diga di 45 metri a Montesano sulla Marcellana in località Porcile (sito D) e una traversa fluviale di 15 metri a Casalbuono (sito A) . Il progetto dovrebbe essere presentato entro fine giugno 2025.
Secondo il portavoce di Montesano Progetto Ambiente, che quindi si oppone alla realizzazione dell’opera, “è ben evidente la presenza di una frana segnalata anche dal geologo che ha realizzato il PUC e dall’ISPRA (n.d.r. Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale)”. La preoccupazione principale dei cittadini si riconduce alla stabilità della diga stessa, infatti Maggio sottolinea anche la presenza della faglia capace individuata dagli studi dell’ISPRA: “nel momento in cui avviene un fenomeno sismico di una certa entità lungo la faglia capace, si può determinare la rottura o il collasso della diga stessa“. E conclude “Ci troviamo in una zona di Montesano dell’equilibrio geomorfologico instabile, come testimoniato del geologo del PUC e dall’ISPRA, questa instabilità va anche verso monte, non si ferma nell’area dell’invaso e desta perplessità anche la possibile collocazione dell’invaso parallela ai monti, perché generalmente le dighe sono disposte verso i monti“.
Già lo scorso settembre alcuni cittadini del Comitato “Nessun Dorma” si erano espressi in merito alla vicenda dichiarandosi contrari alla realizzazione dell’opera.













